Ricercarsi – i primi risultati

Ricordate l’indagine sul precariato universitario Ricercarsi, organizzata e coordinata da FLC-CGIL? Ecco i primi risultati, sul sito di FLC-CGIL e su Europa Quotidiano.

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Cosa succede all’università Italiana? Incontro 12 giugno Milano

url Lo sportello precari della ricerca e della docenza FLC-CGIL Milano organizza un incontro che si terrà il 12 giugno 2014 Edificio U1, AULA 4 – Piazza della Scienza 1, Università di Milano Bicocca. Cosa succede all’università italiana? Un bilancio a tre anni dalla riforma Gelmini: situazione economica, Governance, prospettive per i ricercatori precari.
Intervengono Alessandro Arienzo (Ricercatore, Forum Docenza Flc-Cgil), Paolo Rossi (Cun – Consiglio Universitario Nazionale), Emanuele Toscano (Ricercatore, Università di Roma “La Sapienza”), Lara Maestriperi (Politecnico di Milano), Andrea Torti (Link – Coordinamento Universitario). Coordinano: Chiara Martucci e Loris Caruso (Sportello precari della ricerca e della docenza degli Atenei Milanesi – FLC-CGIL).
Qui il volantino: cgil-12 giugno
Qui l’incontro su Facebook.

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Il Ministro Giannini e “l’ideologia del Gender” (…)

c7fa286509b0ec4f487eaa09febee315_L“Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini apre al mondo cattolico e alla sua offensiva messa in campo contro ciò che da quelle parti si definisce “ideologia del gender”. Il terrore che la scuola sia un luogo in cui vengono rimosse le discriminazioni e le convinzioni retrograde si sta diffondendo sempre più nella destra della Chiesa.” Un bell’articolo da IlCorsaro.info. (5/giugno 2014).

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Slow University?

Contro la pressione continua e la marketizzazione del lavoro accademico, alcuni ricercatori hanno esplorato l’idea di una “slow university“: “the concept of the SLOW University for our experiences of work, life, time, well-being and the very meaning of the University in current times. The motivation for organising the seminars emerged from dialogue with colleagues, our biographical experiences and resistance to the speeding up of Higher Education, the impact of the audit culture and ‘marketisation’; as well as growing pressures, for some, in relation to developing a work/life balance in the context of metrics, audit, efficiency, increased competition, demand management of research grant generation and the importance of hitting performance targets for career development and promotion. The gendered dimensions of these issues have been central to our discussions“. L’articolo si legge qui.

Qui, invece, il manifesto per una Slow Science.

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Indagine ADI su dottorati e post-doc

La quarta indagine ADI su dottorati e post-doc, presentata il 30 Maggio 2014, si legge a questo link. Piuttosto interessante.

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Università, nuove regole per insegnare – da La Stampa

E’ quasi finito l’anno accademico, perciò è tempo di cambiamenti, come ogni anno. Dobbiamo tenerci allenati ai cambiamenti, del resto. Quindi la ministra annuncia la prossima svolta: “ha annunciato di voler modificare il sistema di abilitazione scientifica nazionale che permette l’accesso al ruolo di professori universitari.” Leggi tutto su La Stampa (1.06.2014).

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La denuncia degli accademici del Lincei – articolo da Il Manifesto

20pol2-tam-tam-ricercatori-universita-03L’Università ita­liana ha un futuro? È la domanda che qua­ran­totto acca­de­mici dei Lin­cei, espo­nenti della più alta isti­tu­zione cul­tu­rale ita­liana fon­data nel 1603, hanno rivolto in una let­tera pub­bli­cata sul maga­zine online Roars​.it alla mini­stra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Ste­fa­nia Giannini. Leggi l’articolo su Il manifesto (31.05.2014) 

 

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Quale valutazione per quale università? Incontro pubblico-milano

Quale valutazione per quale Università? Incontro pubblico, Giovedì 13 giugno dalle ore 17.00 alle ore 19.30 – Aula G09 settore didattico Città Studi Via Golgi, 19 – Milano

L’8 marzo 2013, dopo un percorso cominciato nel 2001, è stato approvato il Regolamento che istituisce e disciplina il Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative accreditate dalle Regioni. “Valutazione” è diventata la parola chiave e – dall’Abilitazione Nazionale dei ricercatori alle Prove Invalsi – la scuola pubblica è stata invasa da test, classifiche e numeri, apparentemente neutri e oggettivi. Con la scusa della qualità e la retorica della meritocrazia il rischio è quello di produrre una cultura della valutazione che invece di incentivare scelte responsabili, tende a innestare un enorme meccanismo, che misura e non valuta, in cui nessuno è responsabile di nulla perché a decidere è, appunto, il meccanismo stesso. Abbiamo deciso di aprire una discussione pubblica insieme ad alcuni dei soggetti che vivono sulla loro pelle gli effetti di questa errata concezione della valutazione: studenti, tecnici – amministrativi, ricercatori e docenti. Continue reading

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Né rossi Né neri – e qualcuno ci casca ancora

Perché da Fermo, provincia marchigiana, arriva notizia di una manifestazione, svoltasi il 6 dicembre, mentre in tutt’Italia studenti e metalmeccanici scendevano in piazza assieme. A questa manifestazione avrebbero aderito: Federazione degli Studenti, Rete degli Studenti Medi e Blocco Studentesco. “Penso che alla mia generazione competa una responsabilità retrospettiva ben precisa: non consentire che la storia del Novecento anneghi nel mare dell’indistinzione. Sarebbe quanto meno derisorio scoprire che il privilegio di essere nati “dopo” ci affranca dal compito di decidere chi siamo ricordando da dove veniamo. Certo, né i parenti né gli antenati si scelgono: la storia ce li assegna irrevocabilmente. In compenso, ci è dato di scegliere quali antenati onorare e quali ricusare; e ci è dato di assistere fino all’ultimo i parenti che abbiamo ragione di considerare più cari”. (Sergio Luzzatto, La crisi dell’antifascismo, Einaudi 2004). – articolo si legge qui.

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Censis: la laurea non basta più

Censis: La laurea non basta più, è il momento delle competenze tecniche - Secondo il rapporto annuale del Censis sulla situazione del Paese, il titolo di studio universitario non è uno scudo contro la disoccupazione e i giovani, insieme alle famiglie, si orientano verso una formazione che dia maggiori competenze. Info qui.

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