Il mondo della cultura contro il Governo

Articolo da Articolo21/InformarexResistere.

Il mondo della cultura contro il governo
“Cultura, spettacolo, informazione, scuola, università, ricerca: precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia”. Con queste parole  alla Fnsi si è riunito in una affollata assemblea tutto il mondo della cultura, unito questa volta (dall’Agis,gli esercenti cinematografici,  al movimento “tutti a casa”, passando per decine di associazione e sindacati) nel voler rispondere alle politiche dei tagli ed all’emergenza culturale del nostro paese. Registi, attori, musicisti, giornalisti, studenti, ricercatori e professori hanno dato la loro adesione all’incontro convocato per denunciare il disagio del settore. Tra loro Ennio Morricone, Zubin Meta, Citto Maselli e Carlo Lizzani. Hanno partecipato anche le associazioni che hanno organizzato i blitz al festival di Roma e al  cinema Metropolitan di Roma, gioiello architettonico venduto dal gruppo di Berlusconi e comprato da Benetton per   farne un negozio… Con le mani alzate e dipinte di rosso con la scritta ‘giu’ le mani dalla cultura’, il movimento   ha annunciato nuove iniziative per la prossima settimana anche in occasione della mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi.
“I tagli lineari messi in atto dal governo non sono in linea con la Costituzione – ha sostenuto Gaetano Azzariti, ordinario di diritto costituzionale alla sapienza di Roma, che ha aperto l’incontro -. Colpiscono in modo indiscriminato e finiscono con il favorire culture gia’ sorrette dai finanziamenti e non garantiscono lo sviluppo scientifico. Servirebbe una rivoluzione culturale, che non appare pero’ alla portata di un governo all’avanguardia della miseria morale”.
Presente  anche Paola Gassman, figlia di Vittorio. “ho conosciuto personaggi enormi dello spettacolo che oggi vengono sempre piu’ traditi in quello che hanno costruito – ha detto l’attrice -. Hanno potuto fare quello che hanno fatto perche’ godevano di grande fiducia. Mio padre, dimostrando il suo amore per questo lavoro, diceva spesso ‘finche’ ce lo fanno fare…’. Non vorrei che fossimo costretti un giorno a dire ‘e’ vero, non ce lo fanno fare piu”‘.
A promuovere l’iniziativa il “Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”,una creatura fino a poco tempo a inimmaginabile per il numero e la diversità di associazioni e movimenti,tutti uniti nel voler rispondere alla gravità dell’emergenza culturale in Italia. “La scure dei tagli colpisce anche noi – ha spiegato il presidente della fnsi, Roberto Natale -.chiediamo da anni la riforma dell’editoria e siamo convinti che se tagliassero i fondi agli editori furbi, si troverebbero le risorse”. Natale ha quindi fatto riferimento al caso Ruby. “Siamo sicuri – si e’ chiesto – che quello che accade non ci dica qualcosa su ciò di cui ci stiamo occupando? Quelle signorine sono l’esplicitazione massima di un modello che da venti anni viene propagandato in maniera perfetta. C’e’ un membro del governo, Paolo Romani, che si vanta di aver prodotto ‘colpo grosso’ e viene fatto ministro non nonostante, ma grazie a quello. Non dobbiamo permettere – ha concluso citando una frase pronunciata nella manifestazione di piazza del popolo – che la tv distrugga nel pomeriggio quello che gli insegnanti spiegano la mattina”.
Anche per questo e’  importante che al comitato  ora formato partecipino  gli insegnanti ed i ricercatori dell’universita’: perche’ la cultura e’ alimento della persona, sin dall’inizio del suo percorso formativo.

Mediacoop e Legacoop Cultura&Media: risorse per l’informazione e la cultura con il mille proroghe

Pubblichiamo qui di seguito,  la piattaforma, punto di partenza di questa “alleanza” che vuole  risvegliare l’Italia dal torpore  di cui  il governo sta approfittando per colpire l’ energia vitale della nostra cultura millenaria.

Per la prima volta nella storia dell’italia repubblicana tutti i settori che nei più vari e disparati modi concorrono a creare, produrre, promuovere Cultura e diffondere Informazione in questo Paese, si sono uniti con la ferma intenzione di intraprendere azioni comuni per arginare la falcidia di risorse che negli ultimi anni sta progressivamente paralizzando l’intero comparto, determinati a proseguire a oltranza finché non s’innescherà un’inversione di tendenza che restituisca alla Cultura la posizione di centralità che le spetta.

“Più Cultura, più Democrazia” è l’assioma che ha indotto Scuola, Università, Ricerca, Spettacolo, Associazioni Culturali, Editoria, Informazione ad agire unitariamente: non solo per rivendicare  la propria importanza ma anche, e soprattutto, in difesa del diritto di tutti i cittadini ad un’autentica democrazia.

Riconosciamo le difficoltà economiche che, in questo periodo di crisi, coinvolgono l’Italia, come l’Europa e il resto del Mondo, e siamo convinti che anche il comparto culturale debba concorrere al processo di risanamento dell’economia nazionale, ma contestiamo fermamente che tagli scriteriati e indiscriminati siano la ricetta adeguata. Il mondo della cultura nel suo complesso è una florida azienda che, oltre a dare lavoro a circa 550.000 persone, produce annualmente valore per circa 40 miliardi di euro ed incide per il 2,6% sul PIL .

Quanto sia redditizia la Cultura lo hanno ben capito, in Europa, le nazioni economicamente più avanzate come la Germania e la Francia che, pur effettuando tagli alle spese a causa della crisi, hanno però operato aumenti alle sovvenzioni per la cultura.

“La bozza di bilancio 2011 riafferma una volta ancora che le spese per la cultura non sono sovvenzioni, ma investimenti per il futuro della nostra società”. Ci piacerebbe sentir dire questa frase da Bondi o Tremonti, invece l’ha pronunciata Bernd Neumann, il responsabile tedesco (di un governo di destra) per la cultura e i media. E sulla base di questa convinzione la Germania, per il 2011, oltre agli 11 miliardi di competenza dei Lander e dei comuni, sosterrà la Cultura con un ulteriore miliardo e mezzo di euro messo a disposizione dal governo centrale, per un totale di 12,5 miliardi di euro

La Francia, a fronte del 43% di tagli da effettuare in cinque anni, in controtendenza aumenta di 154 milioni di euro i fondi per la Cultura che così, in totale, vanno ad ammontare a 7,5 miliardi .

Le cifre investite da entrambi i paesi equivalgono circa al 2,21% del loro PIL .
E l’Italia?
L’Italia, nel 2010, ha investito in cultura lo 0,21% dell’intera spesa dello Stato , ovvero circa 1.7 miliardi. L’Inghilterra che pure ha scelto di tagliare il budget per la Cultura di circa il 24% in cinque anni, continua a investire quasi 3 miliardi di euro più di quanto investiamo noi .

Eppure, per quanto gli investimenti siano esigui, la cultura italiana è capace di farli  fruttare moltiplicandoli per 21,3.  Questo coefficiente di investimento è il secondo migliore nell’ambito dell’unione Europea . Pensate a quanto renderebbe la Cultura in Italia se lo Stato vi investisse le stesse cifre di Germania, Francia e Inghilterra.

I settori della cultura sanno di essere una risorsa per il nostro Paese: economia e democrazia hanno bisogno di un comparto culturale in possesso degli strumenti per esprimere al meglio il proprio potenziale. E’ nostra intenzione farlo capire anche al governo e siamo certi che le nostre voci, tutte insieme, non potranno rimanere inascoltate.

Prima di tutto diciamo al Parlamento, dove è in discussione il decreto Milleproroghe,  che è necessario reintegrare il FUS almeno ai livelli del 2008, che Tax Credit e Tax Shelter sono vitali per il comparto cinematografico in una dimensione almeno triennale per tener conto dei cicli lunghi di programmazione e di produzione del settore e che il Fondo per l’Editoria va reintegrato così come determinato dalla Legge di stabilità.

Chiediamo inoltre tavoli di concertazione interministeriale a cui partecipino MIBAC, MINISTERO DEL LAVORO, MINISTERO DELLE POLITICHE GIOVANILI, MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, MINISTERO DEL TESORO, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI nei quali poter studiare forme di investimento nella cultura in accordo con le Regioni ed elaborare soluzioni alle richieste di ogni settore, a partire da:

-estensione del Tax Credit e del Tax Shelter a tutti i settori della cultura, con particolare riferimento allo spettacolo dal vivo.
-legge di sistema per il cinema.
-salvaguardia e valorizzazione di Cinecittà.
-politiche per evitare la produzione di fiction delocalizzata. Obbligo di realizzare sul territorio nazionale fiction prodotta con denaro pubblico.
-legge antitrust e relative sanzioni per il mercato cinematografico e televisivo (produzione,distribuzione e sale)
-leggi che favoriscano l’apertura del mercato televisivo. Superamento del duopolio RAI/Mediaset.
-riforma della RAI   (servizio pubblico)
-politiche per l’innovazione tecnologica digitale
-regole di tutela del diritto d’autore su tutte le piattaforme.
-leggi di sistema per lo spettacolo dal vivo.
– riconoscimento di PMI (piccole e medie imprese) a tutto il settore dello spettacolo dal    vivo.
-politiche per l’incentivazione di produzione drammaturgica teatrale italiana e di nuove opere musicali italiane.
-forme d’incentivazione per l’acquisto di strumenti musicali e quant’ altro sia necessario ad una libera espressione creativa.
-regole d’accesso all’informazione televisiva per una più ampia visibilità delle offerte culturali dello spettacolo dal vivo (musica, danza, teatro).
-legge di sistema per l’editoria.
-risorse certe e definite per almeno tre anni del Fondo per l’Editoria e il relativo diritto soggettivo
-politiche per la formazione e l’accesso al lavoro per tutti i lavoratori della produzione culturale e artistica.
-politiche per l’assistenza e la previdenza per tutti i lavoratori della produzione culturale e artistica.
-politiche di promozione della cultura presso i giovani a cominciare dalla scuola, attraverso attività musicali, teatrali, di scrittura creativa ecc.
– politiche di promozione delle produzioni culturali e artistiche italiane all’estero (cinema, teatro, danza, musica)
-osservatori centrali e locali che esercitino costante monitoraggio sulla corretta applicazione delle norme.

In generale riteniamo necessario dare nuova vita a tutti i settori non solo attraverso il loro rifinanziamento ma anche per mezzo di una riorganizzazione complessiva che dia regole certe, favorisca l’ottimizzazione delle risorse, assicuri controlli, garantisca il sostegno economico del governo e, al contempo, faciliti l’apertura a forme differenziate di finanziamento e di sostegno.

Annunciamo che il “Comitato per la libertà e il diritto alla cultura e all’informazione”, convocherà in tempi brevi una grande Manifestazione di tutti i mondi della cultura, dove le personalità più rappresentative di ogni settore approfondiranno i temi qui accennati, ribadendo la richiesta al governo di un drastico cambiamento di rotta in merito alle sue politiche culturali.

Nel caso il governo persista nel suo atteggiamento di chiusura al dialogo e all’ascolto,
È nostra intenzione rivolgerci al Parlamento Europeo per segnalare la difformità delle politiche culturali del governo italiano dalle indicazioni espresse dal Parlamento Europeo stesso e, al contempo, denunciarne la pericolosa deriva antidemocratica.

FIRMANO IL DOCUMENTO:

100autori – Associazione dell’’autorialità cinetelevisiva; AFIC -–Ass. Festival Italiani Cinematografici; AGIS- Lazio Agenzia Generale Italiana Spettacolo Regionale; AIAM – Ass. Italiana Attività Musicali; ANAC- Ass. Nazionale Autori Cinematografici; ANEC – Ass. Nazionale esercenti Cinematografici; ANART – Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali; APTI- Ass. Per il teatro Italiano; ARCI ; ARTICOLO 21, liberi di – Ass. Giornalisti; ASC -– Associazione Scenografi Costumisti Arredatori; ASST- Ass.Sindacale Scrittori Teatro; CEDRAP Centro di Documentazione E Ricerca sull’arte Pubblica; DOC.IT- Ass. Documentaristi Italiani; COMITATO 3 –Movimento cinematografico; CORE- Ass. Danzatori; C.Re.S.Co. –Coordinamento delle realtà della scena contemporanea; Federazione CEMAT- Ente Promozione Musicale; Fed. It. Art. Federazione Italiana Artisti ; FIDAC – Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo; FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana; GRUPPO ARTE TAPE – Giornalisti online; LEGACOOP Lega  Nazionale delle Cooperative e Mutue ; LEGAMBIENTE – Associazione; LEGACOOP – Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue; MAUDE- Ass. Lavoratrici Spettacolo;  MEDIA COOP Ass. Cooperative Editoriali e di Comunicazioni-   MUSICA ARTICOLO9 – Ass. Musicale; NERAONDA – Produttore Teatrale; NUOVA CONSONANZA – Ass. Musicale; SACT- Scrittori Associati Cinema Televisione; SAI – Sindacato Attori Italiani; SIAM –Sindacato Italiano Artisti Musica; SLC-CGIL- Nazionale; SLC-CGIL Regionale; SNCCI- Sindacato Nazionale Critici Cinematografici; SNS- Sindacato Nazionale Scrittori; RETE 29 APRILE- Ricercatori Universitari; RICERCA LIBERA – TAM TAM cinema; Teatro ARGOT studio; Teatro ELISEO; Teatro LA BILANCIA; Teatro VASCELLO; Tutti a casa -movimento spettacolo e audiovisivo; UCCA- Unione Circoli Cinematografici Arci ; Ufficio Sindacale Troupe SLCCGIL; UILCOM-Uil Lazio; USIGRAI; 0.3 ZERO PUNTO TRE- Ass. Teatrale;

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